La passeggiata

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domenica 16 agosto 2015

Reincarnazione

 

Nella regione del Golan vicino al confine tra Israele e la Siria, un bimbo dell' età di tre anni, ha ricordato una sua vita precedente, raccontando di essere stato ucciso con un' ascia.
Accompagnato nel villaggio ha mostrato agli anziani il posto in cui l' assassino aveva sepolto il suo corpo e, proprio dove aveva indicato il bambino, hanno trovato uno scheletro; dopodichè, il bimbo ha mostrato che, sempre in quel luogo, era stata sepolta anche l' arma del delitto. Dopo aver scavato, con la sorpresa di tutti, è stata ritrovata anche un' ascia.
Il terapista tedesco Trutz Hardo, nel suo libro, racconta la storia di questo bambino insieme a molte altre storie di bambini che, come lui, sembrano ricordare le loro vite passate con una precisione poi puntualmente verificata.
L' incredibile storia di questo bambino è stata testimoniata dal dottor Eli Lasch, conosciuto per lo sviluppo del sistema sanitario a Gaza e facente parte di un'operazione del Governo israeliano nel 1960. Il dottor Lasch, morto nel 2009, aveva raccontato questi eventi sorprendenti al terapista Hardo.
Il protagonista della storia apparteneva all' etnia drusa e, nella sua cultura, l'esistenza della reincarnazione è accettata come dato di fatto. La sua testimonianza però ha sorpreso tutta la comunità.
Il bimbo nacque con una lunga voglia rossa sulla sua testa. I druidi e altre culture credono che le voglie siano legate alle morti avvenute nelle vite precedenti.
Quando il bambino iniziò a parlare, disse alla sua famiglia di essere stato ucciso da un colpo di ascia alla testa. È usanza degli anziani portare i bambini, quando compiono i 3 anni, nella casa in cui vissero nella vita precedente, nel caso in cui ne abbiano memoria.
Il bambino in questione ricordava da quale villaggio proveniva, così vi ci venne portato. Quando arrivarono nel paese, il bambino ricordò il nome con cui era chiamato nella sua vita passata.
Nel villaggio dissero che l'uomo, che il bambino affermava di esserne la reincarnazione, fu dato per scomparso quattro anni prima. I suoi amici e familiari pensarono che potesse essersi smarrito nel territorio ostile nelle vicinanze, come può accadere in quei posti.
Il bambino fu in grado di ricordare anche il nome completo del suo assassino.
Quando gli fu davanti, il volto del presunto killer divenne bianco, ha detto Lasch a Hardo, ma non ammise l'omicidio. Il bambino allora, chiese agli anziani di portarlo nel luogo in cui il corpo era stato sepolto. In quel luogo rinvenirono lo scheletro di un uomo con una ferita alla testa che corrispondeva alla voglia del ragazzo. Trovarono anche l'ascia, ovvero l'arma del delitto.
Di fronte a questa evidenza, l'assassino ammise il delitto.

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